Settembre, il mese scomodo di Wall Street
Ogni trader con qualche anno di esperienza lo sa: se il calendario segna settembre e il portafoglio è pesante di azioni americane, quella sensazione di disagio non è casuale. È la stagionalità che bussa alla porta.
- Dal 1928 a oggi, l’S&P 500 ha registrato in media un -1,2% dopo il Labor Day.
- Dal 1945 la perdita si attenua, ma resta intorno a -0,7%.
- Negli ultimi cinque anni, invece, la debolezza si è accentuata fino a un -4,2%.
Non è solo statistica: anche i desk istituzionali, dopo il rientro dalle vacanze estive, tendono a suggerire che il mercato abbia raggiunto un massimo locale. Tradotto: settembre è storicamente un mese complicato per le azioni. Se l’S&P 500 fosse un collega di lavoro, le risorse umane lo avrebbero già convocato per discutere della performance.
1. Il contesto macro: tassi, inflazione e liquidità
Alla stagionalità si aggiunge un quadro macroeconomico non banale:
Tassi d’interesse: la Federal Reserve mantiene la pressione alta, e settembre è spesso il mese in cui le aspettative sui tagli futuri vengono messe in discussione.
Inflazione: anche quando scende, le sorprese al rialzo di settembre hanno storicamente innescato volatilità.
Liquidità: il rientro delle scrivanie istituzionali dalle vacanze significa maggiore volume e decisioni più nette, spesso in senso difensivo.
2. Bitcoin contro azioni: il disaccoppiamento
Eppure, nello stesso scenario, c’è un asset che si muove con una logica diversa: Bitcoin.
Ho già segnalato questa configurazione nel 2023:
BTC sale come se nulla fosse accaduto, mantenendo intatta la sua struttura settimanale.
SPX fatica: l’offerta è debole, il premio per il rischio cresce, i rimbalzi vengono venduti.
Non è la prima volta che assistiamo a questo fenomeno. Di solito Bitcoin e S&P 500 si muovono insieme, ma ci sono fasi brevi in cui i due si separano. Questo sembra uno di quei momenti: un disaccoppiamento temporaneo, ma sufficiente per generare opportunità negoziabili.
3. Rotazione settoriale: dove si rifugiano i flussi
Storicamente settembre non colpisce tutti allo stesso modo.
materie prime e real estate: tendono a reggere meglio, spinte dalla domanda stagionale.
Tecnologia e growth: più vulnerabili, soprattutto se i rendimenti obbligazionari restano alti.
Difensivi (healthcare, consumer defensive): diventano la scelta preferita quando la volatilità cresce.
Capire la rotazione settoriale è fondamentale per non restare intrappolati in un paniere debole.
4. Psicologia del trader: la trappola delle emozioni
Qui entra in gioco la componente più difficile da gestire: la mente.
Mercato in salita: sembra facile fare soldi, aumenti la size, aggiungi rischio.
Mercato in discesa: ti fermi, riduci l’esposizione, rinunci proprio quando i prezzi sono in sconto.
È il comportamento speculare alla logica del mercato. Si compra sull’entusiasmo, si vende sulla paura.
Eppure basterebbe invertire il paradigma: comprare quando regna il pessimismo, vendere quando l’euforia domina.
Un ribaltamento semplice solo in teoria, ma che può ridefinire la traiettoria finanziaria di chi impara ad applicarlo con disciplina.
5. La volatilità come indicatore guida
Settembre è anche il mese in cui il VIX (indice della paura) tende a mostrare spike improvvisi.
Questi movimenti non sono casuali: coincidono con la combinazione di bassa liquidità residua estiva e posizionamento aggressivo sui mercati derivati.
Monitorare la volatilità diventa quindi cruciale non solo per proteggersi, ma per cogliere setup interessanti.
6. Conclusione operativa
S&P 500: stagionalità e posizionamento convergono verso un settembre debole.
Bitcoin: mostra forza relativa, mantiene una struttura rialzista su base settimanale.
Settori: probabile rotazione difensiva, con tecnologia più vulnerabile.
Volatilità: attesa in aumento, opportunità per chi sa sfruttarla.
Il modello che ne deriva è chiaro: BTC in rialzo, SPX in calo.
Resta fondamentale la gestione del rischio: pianifica le uscite in anticipo, non lasciare che il sentiment condizioni le tue decisioni e ricorda che la stagionalità non è una certezza, ma una probabilità da sfruttare.
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